Decisioni rischiose nello sport praticato in ambiente montano
Lucia Savadori¹, Nicolao Bonini¹, Luciano Andreozzi¹, Stefania Pighin², Barbara Pellegrini², Federico Schena²
¹Dipartimento di Economia e Management, Università di Trento
²Centro di Ricerca “Sport, Salute e Montagna”, Università di Verona

Recenti analisi sistematiche degli incidenti che coinvolgono i praticanti degli sport invernali hanno permesso di individuare il fattore causale primario di tali incidenti nell’errore umano e, in particolare, nei giudizi erronei e nelle decisioni sbagliate messe in atto dalle vittime dell’incidente stesso o dai loro compagni di escursione. L’obiettivo della presente ricerca è quello di individuare potenziali alterazioni del comportamento decisionale delle persone nei confronti del rischio mentre queste sono impegnate in un esercizio fisico in condizioni ambientali che simulano quelle dell’ambiente montano invernale, ovvero con basse temperature e in condizione di lieve ipossia. Lo studio ha coinvolto giovani sportivi di età compresa tra i 18 e i 33 anni, ai quali è stato chiesto di sottoporsi a sessioni sperimentali successive atte a confrontare i loro giudizi e la loro propensione al rischio in condizioni che simulano quelle dell’attività sportiva in alta quota e in condizioni di controllo. Lo studio ha fornito evidenze empiriche originali a sostegno dell’ipotesi che l’attività fisica in ambiente montano induce temporanee alterazioni dei normali processi decisionali che comportano una maggiore suscettibilità ai bias decisionali ed una maggiore propensione a rischiare. Tali risultati possono spiegare, in parte, i comportamenti pericolosi che generano gli incidenti durante la pratica sportiva in montagna e possono essere utilizzati a favore della sicurezza durante gli sport invernali per migliorare le campagne educative mirate ad aumentare la consapevolezza individuale, riducendo l’esposizione ai rischi e, per questa via, il numero di incidenti che coinvolgono gli amanti degli sport invernali.

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